Progetto Educativo Bentivoglio

Prospettive future

 

“Il Paddock” ormai da più di 20 anni svolge attività specializzata di rieducazione equestre per persone disabili e diffonde programmi per il recupero di minori a rischio.

Con la volontà di proseguire con questa preziosa esperienza, ma anche di accrescere valore per i beneficiari di questa attività, l’Associazione oggi mira ad ampliare il proprio ambito di azione comprendendo:

  • Attività di rieducazione equestre e formazione ad operatori per la riabilitazione equestre;
  • Gestione di una scuola di equitazione;
  • Realizzazione di una fattoria didattica ed ampliamento della progettazione rivolta alle scuole sul tema dell’educazione ambientale;
  • Attività di giardinaggio e di produzione di frutta e verdura anche in serra;
  • Promozione della cultura del consumo di prodotti a km 0;
  • Organizzazione di eventi culturali e gastronomici di raccolta fondi volti al sostegno delle attività dell’Associazione;
  • Inserimenti lavorativi.
  • Laboratorio multinazionale per la lavorazione e vendita dei prodotti agricoli.
  • Fattoria didattica: i ragazzi disabili si occuperanno della gestione degli animali, affiancati dagli operatori della struttura. Un lavoro in sinergia, che prevede lo sviluppo di autonomie e inserimento lavorativo all’interno di una realtà immersa nel verde.

Tutto questo sarà possibile con la costituzione di una Cooperativa Sociale, un importante obiettivo che fungerà da tramite per ulteriori sviluppi in ambito sociale.

La Rete

 

Nello svolgimento delle sue attività caratteristiche l’Associazione “Il Paddock” Onlus, sviluppa una molteplicità di relazioni in una rete di istituzioni pubbliche e di organizzazioni private presenti sul territorio, costruita negli anni di operatività.

Per un’associazione che svolge diverse attività che hanno effetti benefici non solo sui soggetti beneficiari diretti, ma anche sulla comunità locale, il consenso delle istituzioni pubbliche risulta essere determinante e fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi previsti.
“Il Paddock” opera infatti in convenzione con enti pubblici per il servizio di Terapia Equestre, tra i quali l’AUSL di Bologna e collabora con l’Università di Bologna nell’accoglienza di tirocinanti (Dipartimento di scienze della Formazione e di Scienze Motorie).
L’Associazione ha inoltre visto nel tempo l’appoggio della Regione Emilia-Romagna e della provincia di Bologna per la realizzazione di progetti sperimentali.
A livello europeo “Il Paddock” è Centro accreditato per il Programma Comunitario Gioventù-Servizio Volontario Europeo, all’interno di una rete di organizzazioni non profit di diversi paesi europei.

Per quel che concerne la rete, essenziale è anche la creazione di relazioni stabili con associazioni e organizzazioni presenti sul territorio che si occupano delle stesse tematiche di interesse de “Il Paddock”, che danno vita ad un network capace di soddisfare i bisogni dei soggetti “svantaggiati” a tutto tondo grazie alla combinazione di diverse competenze ed esperienze.

Progetto Educativo Bentivoglio

 

L’idea del nostro progetto è nato dalle domande di un genitore:

  • Esistono centri competenti che possano seguire mio figlio in tutti gli aspetti educativi e formativi di cui necessita, e che siano già in rete?
  • Cosa potrà fare mio figlio da grande?

A questi bisogni si è cercato di rispondere nel tempo, costruendo una rete di professionisti specializzati in differenti campi educativi e terapeutici.
Negli anni, l’Associazione Il Paddock è venuta in contatto con diversi professionisti con i quali coopera al fine di consolidare una rete attorno alla persona presa in carico. La necessità di stringere le maglie di questa rete, ci ha portati a partorire l’idea di un centro specializzato, nel quale le famiglie potranno venire a contatto con professionisti che condividono un approccio educativo, senza la necessità di irrigidirsi attorno ad un metodo, nel rispetto della pluralità della persona e delle sue esigenze specifiche.

Il “Progetto Bentivoglio” prevede la collaborazione di un pool di professionisti in grado di stilare un progetto educativo individualizzato, con copertura globale degli ambiti educativo-terapeutico-formativi, e di coordinare educatori domiciliari e/o operanti in loco, con la finalità di una totale presa in carico della persona disabile. Una equipe di specialisti in grado di seguire il bambino durante l’età evolutiva, di accompagnarlo nella crescita e nello sviluppo attraverso un lavoro multisistemico che prevede l’integrazione di diversi servizi: logopedico, fisioterapico, musicoterapico, intervento assistito con animale, psicologico, nutrizionale. Questi sono alcuni degli interventi che ruotano attorno allo sviluppo di un bambino con necessità speciali, interventi ricercati dalla famiglia ma che generalmente lavorano individualmente e spesso sono scollegati tra loro.

Le famiglie dei bambini certificati saranno accompagnate da professionisti in grado di collaborare con i servizi statali, l’AUSL, la scuola e i servizi sociali, offrire un supporto alle famiglie, e avranno modo di sostenere il bambino durante lo sviluppo evolutivo fino ad una possibile specializzazione in ambito lavorativo all’interno di progetti di orticultura, lavorazione e vendita di prodotti locali, nonché gestione di pollaio sociale e fattoria didattica.

“Progetto Bentivoglio” nasce con l’idea di rispondere ad una richiesta offrendo una soluzione concreta e partendo dalla collaborazione tra professionisti che condividono un principio: l’origine di ogni percorso educativo e formativo trova la sua risposta all’interno della relazione. Rinsaldare le relazioni sociali, rinforzare la coesione tra le persone, potenziare i legami al fine di poter sostenere la persona disabile e la sua famiglia, e ottenere il più alto livello personalizzato di autonomia all’interno di un luogo che metta in campo un altro elemento fondamentale per il benessere della persona: la natura e la relazione con gli animali. Riteniamo che l’autonomia della persona affondi le sue origini nella rete sociale, pertanto il progetto prevede la presenza di una pluralità di soggetti con competenze diverse, all’interno di un contesto che possa consentire al disabile la massima espressione del sé, abolendo schemi rigidi e rituali prettamente urbani in cui la velocità della risposta ha maggior valore rispetto alla risposta stessa.